|
Materie Prime - Prezzi e Prospettive Laterali.
Prezzi delle materie prime industriali, dopo lo storno del mese passato, restano deboli. Previsioni e prospettive di crescita ridimensionate sia per le economie mature che per quelle emergenti. Sulle prime pesano negativamente gli effetti depressivi delle manovre di correzione dei conti pubblici e l’assenza di un recupero dell'occupazione. D’altra parte aumenta il numero dei disoccupati di lungo periodo: negli Stati Uniti il numero dei senza lavoro da oltre sei mesi è passato da 6,3 milioni ad inizio anno a 6,75 milioni in giugno ed i disoccupati di lungo periodo appresentano ora circa il 46% dei senza lavoro complessivi. Nell’Unione Europea la situazione è analoga: nonostante la produzione industriale (incluso il settore delle costruzioni) sia cresciuta di circa il 6,0% rispetto ai minimi raggiunti nella fase recessiva, il tasso di disoccupazione è fermo al 9,6%. Nelle economie emergenti crescono i timori che il passo della crescita possa rallentare a seguito sia dell’indebolimento della ripresa nelle economie mature, sia delle politiche anti-inflazionistiche poste in essere dalle autorità centrali. In Cina, dove l’economia continua ad espandersi a tassi elevati, negli ultimi due mesi è stato registrato un rallentamento della crescita dovuto ai primi effetti delle iniziative governative volte a limitare sia la crescita eccessiva dei valori immobiliari che l’accumulo di capacità produttiva in alcuni settori di base dell’apparato produttivo. Non è un caso che da quando il governo ha iniziato ad introdurre queste politiche gli indici azionari delle principali borse cinesi abbiano subìto dei rilevanti ribassi: l’indice della borsa di Shanghai, ad esempio, è calato di circa il 30% dall’inizio dell’anno. Materie Prime e Cina - La domanda di materie di base da parte della Cina ha alimentato la ripresa dei corsi di molte materie prime industriali, in particolare dei minerali ferrosi. Nella prima parte dell’anno alla forza della domanda proveniente dalla Cina si era aggiunta l’attesa che la ripresa potesse accelerare nei Paesi avanzati: questa combinazione aveva spinto ulteriormente al rialzo le quotazioni (in particolare di alcuni metalli). Questi rincari avevano sollevato molte preoccupazioni presso i trasformatori italiani, stretti fra l’aumento del costo delle materie prime e la persistente debolezza della domanda finale. Adesso la cornice entro cui la ripresa del prezzo delle materie prime industriali si è sviluppata sembra incrinata. Cosa accadrà prossimamente? Ci sarà un nuovo aumento dei prezzi, oppure un ulteriore calo? Debolezza del quadro occupazionale, effetti depressivi delle manovre di correzione dei conti pubblici, perduranti difficoltà nel settore bancario rappresentano altrettante zavorre per le prospettive di crescita delle economie avanzate, su ambedue le sponde dell’Atlantico. Politiche di contenimento dell’inflazione e apprezzamento delle valute potrebbero invece gravare sulla velocità di sviluppo delle economie emergenti. Nell’insieme, anche se al momento non vi sono ancora segnali concreti, è a nostro avviso fortemente aumentata la probabilità che nei prossimi mesi il ciclo mondiale possa subire una frenata, cui potrebbe seguire un periodo di bassa crescita per molti Paesi ad economia matura. MateriePrime - Previsioni Previsioni sui settori che fanno il maggior uso di metalli: le inchieste congiunturali più recenti hanno evidenziato infatti che queste aspettative si sono indebolite, suggerendo che nei prossimi mesi potrebbe verificarsi una decelerazione dell’attività produttiva e quindi della domanda di metalli sia ferrosi che non ferrosi (quali rame ed alluminio). I produttori indicano che, dopo i tagli di capacità operati nel corso della recessione, i livelli attuali di produzione sono tali da assicurare un grado elevato di utilizzo della capacità esistente, al punto che nelle ultime settimane, a livello mondiale, i tempi di consegna hanno continuato ad allungarsi sia nel settore dell’acciaio che in quelli del rame e dell’alluminio. Indicazioni in contrasto con i livelli delle scorte riportati dal London Metal Exchange, tuttora su livelli storicamente elevati, per cui risulta difficile comprendere quali sono le spinte che realmente influiscono sui fondamentali dei mercati. Deficit di Offerta - La forze fondamentali in gioco sono molto più chiare nei mercati delle materie prime agricole, dove nelle ultime settimane è emerso un ampio deficit di offerta nel mercato dello zucchero bianco. Nel complesso, tuttavia, non sembra che nel settore delle commodities verdi siano presenti al momento significative distorsioni legate ad attività di trading speculativo. Volatilità elevata - I mercati delle materie prime industriali dopo essere stati atraversati da una volatilità elevata, adesso le prospettive riguardanti i mesi estivi suggeriscono che le quotazioni potrebbero stabilizzarsi in un range molto vicino ai valori attuali. Alla luce delle attuali condizioni economiche generali, i mercati sembrano infatti prossimi al loro punto di equilibrio fondamentale. Soltanto l’evidenza che l’economia mondiale è in grado di crescere a tassi più elevati di quelli oggi previsti potrebbe fornire nuova linfa al rally delle materie prime industriali che, al momento, sembra essersi esaurito. Il potenziale speculativo resta comunque molto elevato: con tassi di interessi prossimi allo zero e grande disponibilità di liquidità, gli speculatori professionali sono sempre ben accorti a cogliere le opportunità di trading offerte dai mercati delle materie prime industriali. E’ possibile quindi che possano prodursi delle deviazioni rispetto ai valori di equilibrio fondamentale dei mercati: tuttavia questi scostamenti dovrebbero essere meno ampi rispetto a quelli registrati nel recente passato, quando le aspettative di ripresa erano in generale decisamente più ottimiste di quelle attuali e contribuivano ad alimentare il trading speculativo. Quotazioni del Dollaro - Il valore del Dollaro è un importante fattore di volatilità delle quotazioni delle materie prime industriali. La nostra previsione che il prezzo delle materie prime industriali possa stabilizzarsi intorno ai livelli attuali include quindi l’ipotesi che anche la volatilità del Dollaro sia destinata a diminuire nei prossimi mesi. In effetti l’estate potrebbe rivelarsi un periodo di attesa: i mercati sembrano aver ormai scontato che il quadro economico, soprattutto nei Paesi maturi, è meno promettente di quanto precedentemente previsto, per cui ulteriori significative correzioni nelle quotazioni delle materie prime dovrebbero accompagnarsi all’evidenza che esiste il rischio concreto di una nuova recessione. Altrettanto poco probabile sembra, al momento, la possibilità di un rilancio della ripresa a causa soprattutto della zavorra dell’aggiustamento delle finanze pubbliche (e non solo) che grava come un macigno sulle spalle delle economie avanzate. Alla luce di questo stallo nelle aspettative di breve termine, l’estate potrebbe segnare una fase di relativa calma. ( Source: osservatorio materie prime Centrobanca)
|